Lanciano

Lanciano

Lanciano è un comune di 34.000 abitanti circa centro più importante della Val di Sangro e meta di pellegrinaggi grazie al suo miracolo eucaristico.

Città di antica tradizione, fu capoluogo dei Frentani, municipio romano e successivamente capoluogo di distretto durante il Regno delle Due Sicilie, ebbe il titolo di città nel 1212 per volere di Federico II di Svevia. È inoltre insignita di medaglia d’oro al valor militare.

Un po’ di storia

Età antica

Le origini di Lanciano affondano nel mito. La tradizione vuole che sia stata fondata nel 1179 a.C. da Solima, profugo troiano approdato in Italia insieme ad Enea, un anno dopo la distruzione della stessa Troia nel 1180 a.C., col nome di Anxanon o Anxia (dal nome di un compagno morto in guerra). Al di là dell’epica, la datazione potrebbe essere verosimile: infatti, alcuni ritrovamenti archeologici dimostrerebbero che il sito di Lanciano è stato abitato con continuità dal XII secolo a.C. Nei dintorni, inoltre, sono state rinvenute tracce di insediamenti neolitici fin dal V millennio a.C.

Secondo le notizie di alcuni storici romani (Varrone, Livio e Plinio il Vecchio), in seguito Anxanon fu capitale del popolo Frentano, popolo di stirpe sannitica che occupò l’area costiera tra il Pescara ed il Fortore a partire dal V secolo a.C.. Dopo la sconfitta subita nel 304 a.C. i Frentani divennero foederati dei Romani, status che conservarono fino al termine della guerra sociale, quando ebbero la cittadinanza romana. Fu allora che la città fu ordinata in seno alla Repubblica Romana come municipium. In quest’epoca dovette subire la romanizzazione del nome, da Anxanon in Anxanum.

Fin dall’età antica la città ha dovuto la sua prosperità al commercio, che in epoca romana si svolgeva attraverso le fiere chiamate nundinae. Questa vocazione le deriva da una collocazione “strategica”: è a pochi chilometri dal mare ma è in collina, quindi meglio difendibile; inoltre, è vicino ad un’antichissima rotta commerciale che collegava la Puglia all’Italia settentrionale già in età preromana. Questo tracciato, probabilmente legato al tratturo L’Aquila-Foggia per la transumanza delle greggi, in epoca romana divenne una strada (la via Flaminia Adriatica) che partiva da Hostia Aterni (poi Pescara) ed arrivava fino in Puglia passando per Ortona, Anxanum e Histonium (Vasto).

Medioevo

Con il crollo dell’Impero Romano, Lanciano subì saccheggi dai Goti. In seguito, con l’invasione dell’Italia da parte dei Longobardi, fu conquistata e rasa al suolo (probabilmente nel 571). I nuovi dominatori si insediarono sul colle Erminio, intorno al quale cominciò a ricostituirsi un nucleo abitativo. Da questo trarrà origine il più antico quartiere medioevale: Lancianovecchia. Lanciano dovette poi subire la conquista bizantina nel 610 e, sul finire dell’VIII secolo, quella dei Franchi, i quali l’aggregarono prima al ducato di Spoleto e poi a quello di Benevento.

Nel 1060 fu annessa dai Normanni all’istituendo Regno di Sicilia (che diverrà Regno di Napoli nel 1372) grazie all’occupazione armata di Ugo Malmozzetto, generale delle truppe del conte Roberto I di Loritello che la scelse come sede della sua contea. Di fatto, Lanciano seguì le vicende politiche e dinastiche di questo regno fino all’Unità d’Italia. Estinta che fu la dinastia Normanna, vide il susseguirsi delle dominazioni degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi.

Superati gli anni bui, Lanciano prosperò grazie al rifiorire delle sue fiere (una in maggio ed una in settembre), tanto da diventare, nel Trecento, il più grande centro abitato d’Abruzzo (6500 abitanti nel 1340). L’incremento demografico si accompagnò all’espansione urbanistica del centro urbano: tra XI e XII secolo furono edificati gli altri quartieri storici e fu ultimata la nuova cinta muraria, dotata di nove porte (solo una delle quali è sopravvissuta fino ad oggi: Porta San Biagio). La struttura urbana di Lanciano arrivò così ad essere quella tuttora visibile nel centro storico.

La sua importanza come emporio fu riconosciuta conferendole lo status di università demaniale, cioè di città non sottoposta a nessun feudatario, ma amministrata direttamente dal re. Questo privilegio le fu accordato nel 1212 dall’imperatore Federico II di Svevia e fu confermato e reso perpetuo nel 1259 da Manfredi, re di Napoli. Ad esso si accompagnava l’esenzione delle merci da dazi e dogane ed il diritto di eleggere, oltre agli amministratori ordinari, un magistrato, detto Mastrogiurato, che durante le fiere deteneva i poteri normalmente in mano al Giudice Regio.
Fin dal Medioevo, a Lanciano sorsero molte industrie: in primo luogo, fabbriche di tele finissime e di stoffe di lana e seriche. Nel XV secolo si affermarono molte altre produzioni: le ceramiche, la fabbricazione degli aghi, l’oreficeria e l’industria del ferro, dei bronzi, dei cuoi e delle pelli.

In quest’epoca, una rivalità particolare si instaurò con la vicina città di Ortona, che era il porto preferenziale per l’afflusso delle merci alle fiere, a causa dei dazi che questa città imponeva sulle merci che vi transitavano. Sul finire del XIV secolo Lanciano ottenne dall’Abbazia di San Giovanni in Venere la concessione per costruire un porto a San Vito: ciò fu motivo di nuove guerre con gli ortonesi, composte solo dalla mediazione di San Giovanni da Capestrano nel 1427.

Nel 1441 re Alfonso V d’Aragona ripagò l’appoggio avuto contro gli Angioini, concedendo a Lanciano il diritto di battere moneta mediante l’istituzione di una Zecca. All’apice della sua ricchezza, la città arrivò a possedere più di 40 feudi. Un riconoscimento dell’importanza raggiunta fu l’istituzione, nel 1515, di una diocesi distinta da quella di Chieti, poi elevata ad arcidiocesi nel 1562.

Dal Cinquecento ad oggi

Nel Cinquecento ebbe inizio una fase di declino per l’economia lancianese. Nel 1544 Lanciano perse molti dei suoi feudi a causa del suo sostegno a Francesco I, re di Francia, nella guerra contro l’imperatore Carlo V d’Asburgo. In quegli stessi anni, il regno di Napoli perdeva la sua autonomia, riducendosi ad una pedina di scambio nelle contese tra le grandi potenze europee. A causa della sua posizione di frontiera, l’Abruzzo soffrì particolarmente per queste contese, che videro opposti spagnoli e francesi per tutti il XVI ed il XVII secolo e sfociarono nella guerra aperta tra spagnoli ed austriaci all’inizio del XVIII secolo. Anche Lanciano, nel suo piccolo, risentì di questo quadro ed andò in crisi a causa dell’incapacità amministrativa dei Capitani del Popolo spagnoli e dei forti tributi imposti.

Il momento peggiore fu nel 1640: Lanciano perse i suoi privilegi di città demaniale, fu creata baronia sotto il governo del Marchese del Vasto, e passò di mano tra vari feudatari. Il vassallaggio durò più di un secolo e portò un notevole impoverimento della città, vessata dai nuovi padroni. Nonostante le numerose ribellioni, Lanciano riacquistò la sua libertà solo nel 1778, dopo l’ascesa al trono di Napoli dei Borbone.

Nell’Ottocento la città partecipò attivamente ai moti risorgimentali, a partire dalla Repubblica Partenopea del 1799 fino ad una serie di sollevazioni nel 1848, 1849 e 1853. Nel 1860 votò l’adesione all’Italia unita.

Nella storia del Novecento di Lanciano, una pagina molto importante è quella della partecipazione alla Resistenza con la rivolta degli Eroi Ottobrini (5-6 ottobre 1943), che è stata riconosciuta con la medaglia d’oro al valore militare dal presidente Einaudi nel 1952. Lanciano nel corso dell’immediato dopoguerra, insieme ad altre città molto provate quali Ortona, Francavilla al Mare, Pescara e Avezzano, ha avuto una veloce ripresa economica e sociale, divenendo ben presto una delle principali realtà della provincia di Chieti, insieme al capoluogo ed a Vasto. Nel 1970, con l’inaugurazione del complesso industriale “Honda Sevel” della Val di Sangro, Lanciano ha beneficiato molto dello sviluppo industriale.

Ricorrenze

Nei giorni 5 e 6 ottobre si commemora l’insurrezione della città di Lanciano contro l’occupazione tedesca, avvenuta nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale. Subito dopo l’occupazione nazista, alcuni gruppi di giovani lancianesi presero le armi contro gli invasori e li impegnarono in due giorni di combattimenti. Alla fine dell’insurrezione avevano perso la vita 11 ragazzi. Altri 12 civili furono uccisi nelle rappresaglie dai nazisti, che persero 47 uomini tra ufficiali e militari di truppa. Questo episodio segnò l’inizio della partecipazione attiva di tutta la cittadinanza alla Resistenza, motivo per il quale Lanciano è stata insignita della medaglia d’oro al valore militare dal presidente Einaudi nel 1952 ed è, quindi, tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione.

Monumenti e luoghi d’interesse
Il centro storico

Basilica Cattedrale di Santa Maria del Ponte

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Chiesa e convento di San Francesco d’Assisi – Miracolo Eucaristico

Chiesa di San Nicola di Bari e cappella San Rocco

Chiesa di Sant’Agostino

Chiesa di San Biagio Vescovo

Chiesa di San Nicola

Torre della Candelora (Chiesa San Giovanni Battista)

Chiesa di Santa Lucia

Chiesa di Santa Chiara e San Filippo Neri

Chiesa di Santa Giovina o Santa Maria Nova

Chiesa di Sant’Antonio di Padova

Chiesa di San Pietro Apostolo

Palazzo De Crecchio (XVIII secolo):
Palazzo del Capitano (XIX secolo):
Palazzo arcivescovile (XV secolo):

Palazzo casa di Federico Spoltore (XIX secolo):
Botteghe medievali (XIV secolo):

Palazzo Municipale: s

Palazzi del Corso Trento e Trieste:

Porta Sant’Angelo –
Porta San Nicola e Porta Sant’Antonio:

Porta Santa Chiara o Ferdinandea:

Porta Santa Maria Nuova:

Porta Diocleziana:

Porta San Biagio

Porta urbica di Via Umberto I

Torri Montanare

 

Torrione aragonese

 

Fonte del Borgo (XIII secolo):
Fontana Grande di Civitanova:
Fontana di Largo Carlo Tappia:
Fontana della villa comunale:
Monumento ai Caduti della Grande Guerra:
Monumento ai Martiri Lancianesi:
Monumento al Samudaripen dei Rom e Sinti:

Parco del Ponte di Diocleziano:
Villa comunale “delle Rose”:
Parco del quartiere Santa Rita: si trova compreso tra via Masciangelo e via De Riseis, e consta di alcuni giochi per bambini e di panchine.
Parco giochi del quartiere Cappuccini, si trova accanto il convento di San Bartolomeo, lungo viale Cappuccini, consta di giochi attrezzati per bambini,

Archi del ponte romano (III sec)

Da sinistra a destra: Piazza plebiscito con la basilica della Madonna del ponte e torre civica (immagine da Wikimedia) – Chiesa del Miracolo eucaristico (immagine da Wikimedia) – Torri montanari (Foto da foto Olivier Jules GNU FDL)

SCOPRI ALTRI LUOGHI

Viaggia attraverso l'Abruzzo