Costa dei trabocchi

Costa dei trabocchi

La Costa dei Trabocchi è una zona caratteristica del Medio Adriatico, esteso lungo la strada statale Adriatica, risiede in prevalenza in provincia di Chieti. La sua particolarità è dovuta in parte dalla diffusa presenza dei trabocchi, antiche macchine da pesca su palafitta. La fascia costiera si snoda tra numerose vallate e morbide colline che, terminando sul mare, danno vita a paesaggi e ambienti naturali di rara bellezza.

I comuni della Costa dei Trabocchi sono da nord a sud:

  • Ortona
  • San Vito Chietino
  • Rocca San Giovanni
  • Fossacesia
  • Torino di Sangro
  • Casalbordino
  • Vasto
  • San Salvo
  • San Vito Chietino

Sulla costa di San Vito Chietino si trova il trabocco più antico fra quelli ancora esistenti, quello di Punta Turchino, descritto anche da Gabriele D’Annunzio. Dal cosiddetto Promontorio dannunziano, dove si trova l’eremo frequentato da D’Annunzio (oggi abitazione privata), è possibile godere di una splendida vista che copre un ampio tratto di costa e alcuni trabocchi.

Il paese di San Vito Chietino si trova su uno sperone roccioso a ridosso della costa (122 m.s.l.m.), dal cui colle si può ammirare la costa adriatica da un lato e il massiccio della Majella dall’altro. Più in basso a contatto col mare c’è la frazione di Marina di San Vito. Ai lati del porto che ospita ben due trabocchi, trasformati in caratteristici ristoranti, vi è un’ampia spiaggia sabbiosa con alcuni stabilimenti balneari, mentre il resto della costa è frastagliato, prevalentemente roccioso, con piccole e accoglienti spiagge caratterizzate da ciottoli.

Un po’ di storia

Ce’ chi li attribuisce addirittura ad un’invenzione dei Fenici, ma i primi documenti che parlano dei “trabocchi”, reperiti dal padre Stefano Tiraboschi, in cui si parla della presenza di Celestino V nell’abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia, di alcune strutture lignee sulla spiaggia detti “trabocchi”, si deduce che durante l’epoca di soggiorno del frate Pietro da Morrone a Fossacesia nel 1240, i trabocchi già esistevano. Lo storico Cupido racconta che nel 1627 un terremoto colpì il Gargano, generando un maremoto che colpì anche i fiumi Fortore e la Pescara causando parecchi danni e vittime lungo la costa.

Durante l’epoca del vice regno spagnolo, in queste zone giunsero dei coloni francesi, composte da fabbri e falegnami, che popolarono in Abruzzo le comunità di San Vito e Rocca San Giovanni, nel Gargano Vieste e Peschici. I trabocchi costruiti da loro, secondo alcuni da famiglie di religione ebraica, servirono come ingegnose macchine da pesca per poter pescare direttamente sulla terraferma, evitando i rischi del mare aperto.

Citati dal poeta Gabriele d’Annunzio in alcune sue lettere e in un romanzo, i trabocchi sono stati immortalati anche in fotografie e filmati di primo Novecento, restaurati negli anni 2000, divenendo una vera e propria attrazione turistica per la costa sud abruzzese, molisana (Termoli) e garganica.

Da sinistra a destra: Trabocco Mucchiola (località Ripari Bardella) – Trabocco Pesce Palombo (San Vito Marina) – Trabocco di Punta aderci (riserva naturale, Vasto)

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